Collettivo Lagunaria © Federica Palmarin 2014

Collettivo Lagunaria © Federica Palmarin 2014

Opera di teatro canzone
di Giovanni Dell’Olivo 

con il Collettivo di Lagunaria
Visual Design 
Mauro Moretti
Consulenza drammaturgica Leonardo Mello

“Addio a Ulisse” è un’opera di teatro canzone di Giovanni Dell’Olivo che propone una rivisitazione originale del mito omerico dell’Odissea, fondendo in un unicum narrativo gesti, parole recitate e canzoni interpretate dall’autore e dal Collettivo di Lagunaria. La musica attinge prevalentemente alla tradizione folk mediterranea ma anche alle sonorità contemporanee, ed è edita e distribuita in Italia e in Europa, come prodotto discografico, da Alfa Music.

Nella sua versione più recente, il Collettivo di Lagunaria è accompagnato dai disegni live del visual designer Mauro Moretti.

 Lo spettacolo sviluppa per canoni narrativi il tema dell’abbandono, partendo dalla rivisitazione in chiave contemporanea del mito omerico dell’Odissea. La storia di Ulisse è raccontata attraverso un intreccio narrativo dalla voce narrante di un aedo-clochard e dalle canzoni di un gruppo di artisti di strada (il Collettivo di Lagunaria) nello spazio di una fermata di metropolitana di una grande città a un pubblico di avventori indifferenti della stazione. Il punto di vista sviluppato è quello delle figure femminili che vedono in Ulisse l’amore irrisolto da cui sono abbandonate nel corso del viaggio. Attraverso le nove canzoni originali composte per lo spettacolo, ogni donna è descritta come archetipo dei vari tipi di amore femminile, da quello irruente e adolescenziale di Nausicaa, a quello passionale e disperato di Calipso, a quello sfaccettato e disinteressato di Circe, a quello rivendicativo e “coniugale” di Penelope.

All’abbandono in chiave sentimentale e soggettiva si contrappone quello sociale, che è rappresentato dalla vicenda esistenziale dell’aedo, (a incarnare metaforicamente sia Omero che Ulisse alla fine del viaggio), poeta e artista travolto dalla propria personale odissea di degrado ed emarginazione di fronte a una massa omologata e indifferente.

Lo spettacolo, nella versione che vedeva l’attore Giancarlo Previati come interprete principale, la regia di Maria Grazia Mandruzzato, l’allestimento scenico e le luci di Ilaria Pasqualetto e Alessandro Scarpa, ha debuttato al Teatro Goldoni di Venezia il 27/03/2015.